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FORTE DI CADINE: CERIMONIA DI SCOPRIMENTO DELLA TARGA “MARCHIO DEL PATRIMONIO EUROPEO”

Forte Cadine

Lunedì 17 dicembre alle 11.00 si tiene a Forte di Cadine la cerimonia ufficiale di scoprimento della targa “Marchio del Patrimonio Europeo”, prestigioso riconoscimento attribuito al forte dalla Commissione Europea nel marzo scorso.
Interverranno Mirko Bisesti, assessore all'istruzione, università e cultura della Provincia autonoma di Trento, Elisabetta Scungio, funzionaria del MIBAC e coordinatrice nazionale del Marchio del Patrimonio Europeo, Fiorenzo Meneghelli, architetto che ha curato la presentazione della candidatura europea, Franco Marzatico, responsabile della Soprintendenza per i Beni culturali della Provincia autonoma di Trento, proprietaria del forte, e Giuseppe Ferrandi, direttore della Fondazione Museo storico del Trentino che gestisce la struttura dal 2012.
Saranno presenti anche alcuni studenti e studentesse che proporranno la restituzione di due progetti sul tema dell'Europa, le sue istituzioni, i suoi confini.

Nel 2016 la Soprintendenza per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento, proprietaria del Forte di Cadine, in collaborazione con la Fondazione Museo storico del Trentino, ente gestore del bene, hanno presentato la candidatura per l'Azione UE "Marchio del Patrimonio Europeo". Nel marzo 2018 il forte ha ricevuto il prestigioso riconoscimento nella cerimonia ufficiale tenutasi a Plovdiv in Bulgaria, con la seguente motivazione: “il forte di Cadine, esempio rappresentativo di un sistema di difesa composto da circa 80 monumenti costruiti tra il 1860 e il 1915 in Trentino, ci ricorda le divisioni storiche, i conflitti militari e i cambiamenti dei confini e fornisce il contesto necessario per comprendere meglio il valore delle frontiere aperte e della libera circolazione”.

Lunedì 17 dicembre alle ore 11.00 avverrà la cerimonia di scoprimento ufficiale della targa “Marchio del Patrimonio Europeo” alla presenza di Franco Marzatico, responsabile della Soprintendenza per i Beni culturali della Provincia autonoma di Trento, e Giuseppe Ferrandi, direttore della Fondazione Museo storico del Trentino. Interverranno l'assessore all'istruzione, università e cultura della Provincia autonoma di Trento Mirko Bisesti, la funzionaria del MIBAC Elisabetta Scungio e l'architetto Fiorenzo Meneghelli.

A seguire, saranno presentati due progetti sul tema dell'Europa, le sue istituzioni, i suoi confini: una breve simulazione di una seduta del Parlamento Europeo, curata da alcuni studenti e studentesse dell'Istituto comprensivo Aldeno-Mattarello, e il video di “Oltrepassare le mura”, progetto realizzato nell'ambito del workcamp sulla cittadinanza attiva proposto dal Tavolo "Trento generazioni consapevoli". L'iniziativa conferma la vocazione del Forte di Cadine, un tempo luogo di confine, a diventare un nuovo “corridoio europeo della cultura” capace di promuovere l’incontro e il dialogo interculturale attraverso attività didattiche, culturali ed artistiche.

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Un po' di storia: Forte di Cadine/Strassensperre Buco di Vela e Circuito dei Forti del Trentino

Progettato da Gustav Hermann, maggiore del genio militare di Trento, il forte di Cadine (o più correttamente tagliata stradale) fa parte del primo gruppo di fortificazioni permanenti austriache a difesa e chiusura delle principali vie di collegamento all'odierno capoluogo. Costruito negli anni 1860-1861 e concepito assieme alla Blockhaus Doss Sponde, il forte doveva formare il classico sbarramento vallivo a cavallo della strada che scende da Cadine a Trento.

Si tratta di una costruzione in conci di pietra calcarea di colore rosa, a forma di ponte, appoggiata alla roccia della forra del torrente Vela e dotata di casematte per artiglieria, gallerie per le fuciliere e postazioni in barbetta. La guarnigione prevista in tempo di guerra era composta da un ufficiale e cinquantacinque uomini.

Nel 1915 venne disarmato e le artiglierie furono posizionate nelle vicinanze. Dal 1918 al 1949 servì da polveriera dell'Esercito Italiano. Occupato dai tedeschi nella seconda guerra mondiale, fu oggetto di un tentativo (fallito) di attacco da parte di un gruppo della Resistenza nell'aprile del 1945.

Dai primi anni Novanta il forte è di proprietà della Provincia autonoma di Trento che, attraverso l'allora Soprintendenza per i beni architettonici (oggi Soprintendenza per i beni culturali), avviò nel 2006 un intervento di restauro conservativo, condotto nel rispetto delle tecniche costruttive originarie, ricostruendo in analogia le parti murarie mancanti.

L’attuale allestimento interno è costituito da strumenti interattivi, installazioni sensoriali, pannelli esplicativi e tavoli multimediali che guidano il visitatore tra le mura della fortezza e offrono un quadro d’insieme del sistema fortificato predisposto dall’Austria-Ungheria.

La consapevolezza dell’eccezionalità del manufatto e della sua privilegiata collocazione alle porte della città ha spinto gli amministratori ad attribuirgli la funzione di “Centro d’informazione sulle fortificazioni trentine”. Il forte è parte del "Circuito dei forti del Trentino", un progetto di valorizzazione del patrimonio fortificato locale promosso nel 2015 dall'assessorato provinciale alla cultura e coordinato dalla Fondazione Museo storico del Trentino, a dimostrazione del fatto che simili luoghi, noti per il loro tragico trascorso, possono al giorno d’oggi essere fruiti in un modo completamente nuovo, attraverso proposte culturali ad hoc come visite guidate teatralizzate, spettacoli multimediali e mostre d'arte contemporanea.